RITRATTO DI PAPA'

Computer-dependent, buono, sportivo, premuroso, simpatico, paziente, disordinato e molto passionale nei confronti dei cibi.
No, non è una lista della spesa per un supermercato di aggettivi; è solo la descrizione più concisa che sono riuscita a fare di mio padre. Non credo di esserci riuscita a pieno; infatti sono convinta che nelle vostre menti non ci sia ancora un'immagine nitida dell'uomo che è.
La descrizione caratteriale è di sicuro la più importante ma quella fisica rimane maggiormente impressa; quindi ecco una nuova "lista" che vi può essere d'aiuto: non alto, simpatica pancetta, capelli corti e bicolore (neri e bianchi), occhi verdi, niente barba o baffi. Ma la cosa più importante da dire su mio padre, che dovrebbe occupare una categoria tutta sua, è che è un gran lavoratore.
Ma non del genere "robot con giacca, cravatta, ventiquattrore, programmato per dire sempre le solite frasi: "no amore non posso, devo lavorare", "no tesoro, giochiamo dopo". Lui è un genere completamente diverso; è vero che anche dalla sua bocca sono uscite quelle frasi, ma raramente; la maggior parte delle volte lui c'era per mangiare un gelato, per una partita a pallavolo per spiegarmi un problema di geometria. Insomma lui è il mio papà e potrà avere tutti i difetti del mondo ma io gli voglio bene.
Leggendo queste poche righe di sicuro penserete che io sia una bimba di 5 anni con crisi di papanite ... Ma in realtà ne ho 13 di anni e quelle crisi (è dura da ammettere) ci sono ancora, ovviamente meno frequenti ma quanto basta per farmi capire che passare un po' di tempo con il proprio papà non nuoce gravemente alla salute.

Pantelleria, 4 agosto 2010